Con la sentenza n. 964/11 depositata il 26 aprile 2011 la prima sezione penale della Corte di Cassazione interviene a dirimere un conflitto positivo di competenza sollevato, ex art. 28, primo comma, lett. b) c.p.p., dal Tribunale di Sassari. Con riferimento al medesimo fatto di diffamazione via Internet, infatti, era pendente un procedimento penale sia dinnanzi al Tribunale di Sassari che a quello di Arezzo.
La Corte di Cassazione, richiamandosi integralmente alla sentenza della medesima sezione n. 2739/10 (dep. 26 gennaio 2011), ribadisce che nella diffamazione via Internet il momento consumativo (e conseguentemente il locus commissi delicti) non deve individuarsi nel momento della pubblicazione dei contenuti di stampo diffamatorio posto che “una volta inserite nel informazioni non si verifica alcuna “diffusione” delle stesse; infatti i dati inseriti non partono dal server verso alcuna destinazione, ma rimangono immagazzinati a disposizione dei singoli utenti che vi possono accedere, attingendo dal server e leggendoli al proprio terminale”.
Il reato di diffamazione si consuma nel luogo in cui è avvenuta la comunicazione a più persone di fatti idonei a ledere l’altrui reputazione. Tuttavia, nel caso di diffamazione via web la Suprema corte ritiene che sia “difficilissima se non impossibile” l’individuazione del luogo in cui le “più persone” (terze rispetto al soggetto attivo del reato ed alla persona offesa) abbiano preso cognizione dei contenuti diffamatori. Per questa ragione – con una decisione che sotto il punto di vista tecnico espone il fianco a qualche critica – la Prima sezione della Suprema corte ha statuito che il conflitto positivo di competenza debba essere risolto a favore del Tribunale del luogo in cui l’imputato ha il domicilio.
La Cassazione ritiene, infatti, che la competenza territoriale mediante i criteri oggettivi unici quali quelli di “prima pubblicazione”, di “immissione della notizia nella rete” o di “accesso del primo visitatore” sia difficilmente percorribile proprio perché di “impossibile individuazione”.
E’ proprio quest’ultimo assunto a destare le maggiori perplessità posto che le informazioni necessarie ad individuare la competenza per territorio sono spesso agevolmente ricavabili anche mediante l’esame informatico dei supporti di memorizzazione e, soprattutto, dei file di log del sito stesso.

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